SUSTAINABLE TALKS

Un estratto del libro “Sostenibilità e profitto”

21 interviste per un confronto con altrettanti professionisti e imprenditori per raccogliere pareri, definizioni, opinioni e consigli intorno al tema della sostenibilità.

Stefano Zordan

Co-founder dell'Adriano Olivetti Leadership Institute di Ivrea

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità è la sfida adattiva per eccellenza. Non si risolve semplicemente applicando soluzioni tecniche, ancorché innovative. Necessita di cambiamento profondo che ha a che fare con la mente e con il cuore delle persone. Un vero leader sarà colui o colei che riuscirà a portare una collettività a confrontarsi con la paura più profonda, cioè la perdita di una situazione di equilibrio, per farla evolvere verso un nuovo scenario. Con visione, ma anche con azione, l’obiettivo è stringere una nuova e grande alleanza verso una rinnovata prosperità economica, sociale e ambientale. 

Gianluca Vidili

Executive Vice-President del Gruppo Santander. Global Head of EPO

Chiave di lettura dell'intervista: Dall’anno scorso il mondo e la sua agenda politica sono cambiati. L’integrazione dei fattori ESG nei processi di impresa è una strada senza ritorno, ma con molto futuro: un cammino che il mondo bancario si sta preparando ad agevolare e affiancare. Non si tratta solo di cambiare modelli di organizzazione e metodi di produzione, ma la sfida è quella di incidere sulla mente delle persone. Sta cambiando non solo il modo in cui la catena del valore è organizzata, ma mutano gli ingranaggi della catena stessa. I nuovi motori del cambiamento cui ispirarsi sono, in Italia come a livello globale, la crossmedialità e la capacità di impostare strategie economiche di sistema.
 

Eva Unterfrauner

Insegnante di integrazione per la scuola media 

Chiave di lettura dell'intervista: Oggi le giovani generazioni hanno una consapevolezza molto più marcata che in passato rispetto alla necessità di ridurre gli impatti ambientali e sociali delle attività umane. Non sempre però è possibile vivere green: la sostenibilità è spesso una questione di prezzo e di tempo. Paradossalmente consumare di più costa ancora meno nel mondo contemporaneo.
 

Anna Maria Stein

Membro della AIPPI e della Licensing executives society (LES International)

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità è innovazione: ma le piccole e medie imprese rischiano di restare escluse dalla partita dei monopoli di prodotti e processi green. Per evitare di incorrere nel rischio di una “sostenibilità brevettata” occorre superare le barriere della proprietà intellettuale individuale e lavorare per rendere la sostenibilità maggiormente democratica. Riconoscendo, da un lato, la rilevanza delle diverse risorse di chi investe e, dall’altro, sviluppando forme di licensing o di pooling volte a evitare un monopolio abusivo o condotte anticoncorrenziali. Tutto al fine di trovare un giusto equilibrio che non mini l’investimento in innovazione, ma garantisca, allo stesso tempo, la collaborazione dove possibile e necessaria.
 

CRISTINA SCOCCHIA

amministratore delegato di KIKO

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità è un obiettivo multidimensionale che ha almeno tre centralità: quella economica, quella sociale e quella ambientale. Il CEO oggi ha la responsabilità di perseguire un obiettivo olistico, economico e al contempo sociale. Deve integrare il valore con il valore e rispondere a tutti e cinque i propri stakeholder, che sono gli azionisti, i clienti, i dipendenti, i fornitori e la comunità nel suo complesso. Per questo, le aziende che avranno successo nel futuro saranno quelle guidate da amministratori con un compasso morale solido, orientato non soltanto al profitto, ma a un obiettivo più grande che comprende il benessere sociale e la sostenibilità ambientale. Ovviamente, come in ogni mutamento, il percorso va attuato per gradi perché possa davvero essere strutturale e duraturo.

LUCA RUINI

Vicepresidente Sicurezza, Ambiente & Energia del Gruppo Barilla

Chiave di lettura dell'intervista: Sostenibilità non significa guardare al passato, ma permetterci di vivere il futuro grazie all’innovazione, in particolare dei processi, ossia del modo in cui coltiviamo e produciamo. La curiosità nella ricerca, unita alla capacità di porsi le domande giuste e approfondire i temi analizzandoli anche grazie all’aiuto dei dati, è la strada per evolvere. Se si segue questa via, si arriverà a vedere chiaro come la sostenibilità conviene a tutti. Imprese, lavoratori, fornitori, investitori, acquirenti e ambiente.

CARLO ROBIGLIO

Presidente di Piccola Industria Confindustria e vicepresidente di Confindustria

 

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità non è più un valore aggiunto per un’impresa, ma un obbligo. Chi non accetta di evolvere per iniziare a promuovere prodotti e servizi rispondenti a requisiti concreti di responsabilità economica, sociale ed ambientale presto non sarà più in grado di competere. Così come sarà fortemente penalizzato chi, raggiunti questi obiettivi, non saprà comunicarli ai propri clienti. La responsabilità di ogni impresa nel perseguire una nuova forma di profitto che tiene conto del bene collettivo e dell’ambiente così come la capacità di narrare le proprie scelte sono la base di una nuova concorrenza. La presenza di certificazioni, anche se riconosciute a livello internazionale come trasparenti e affidabili, può essere di supporto solo se non diventa elemento di freno e burocrazia. Meglio un sistema aperto, dove l’imprenditore risponde delle LE INTERVISTE 61 proprie decisioni; dove mercato e filiera fungono da elementi di incentivo e anche di controllo per una migliore qualità; dove esistono sanzioni applicate (non solo millantate) per chi agisce in modo fraudolento.

FEDERICO RIGANTI

associate researcher della EBI e membro dell’eropean corporate governance institute (ECGI)

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità è imprescindibile. Tuttavia, l’assenza di norme chiare e complete che aiutino le imprese ad affrontare la transizione che hanno davanti rischia di rendere la materia molto scivolosa. Lo scenario del diritto che regolerà questo percorso è ancora in gran parte da definire: servono norme chiare ed efficienti. Norme che, se intese a realizzare anche finalità “pubbliche”, non si scordino del profitto quale fine ultimo dell’attività di impresa. In tal senso, la sfida dell’integrazione dei fattori ESG nelle imprese, che completano il quadro della sostenibilità, va colta con proporzionalità e buon senso.

LARA PONTI

Amministratore delegato e responabile dello sviluppo organizzativo Ponti

Chiave di lettura dell'intervista: Impresa e bene comune non sono inevitabilmente in contrapposizione. Le imprese produttive sono anche un bene comune e questa è l’ottica con cui si dovrebbe pensarne la gestione. Un’azienda non è un costo per il territorio in cui è insediata, ma al contrario dovrebbe essere un valore aggiuntivo che contribuisce alla comunità locale. Usare gli standard per confrontarsi significa non solo impiegare uno strumento per evolvere, ma anche imparare a rendere evidente e comunicare i propri valori.

TIZIANA MONTERISI

​​​​​​​architetta, fondatrice RiceHous

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità è un concetto che va sposato in modo radicale per far sì che si possa concretizzare davvero. L’obiettivo non è ridurre lo spreco di energia, ma non lasciare impronta con le nostre attività né sull’ambiente, né sulla società. Gli ostacoli sul cammino sono diversi, a partire da quello della forza economica ridotta di chi promuove prodotti davvero naturali. Tuttavia, ci sono segnali all’orizzonte. Il mercato sta cambiando a poco a poco. I consumatori, anche se per piccole nicchie, stanno imparando a valutare il costo reale dei prodotti e dei servizi considerandone gli effetti su tutto il ciclo di vita e non solo sul prezzo in fase di LE INTERVISTE 89 vendita o acquisto. Soprattutto, l’applicazione di processi digitali e industriali alla trasformazione dei materiali di bioedilizia sta aumentando la competitività di chi costruisce con qualità e in modo salubre ed ecologico.

FABIO MILLEVOI

Direttore di ANCE Friuli Venezia Giulia

Chiave di lettura dell'intervista: La sostenibilità è innovazione. Non va confusa né con un semplice prodotto a basso impatto ambientale, economico e sociale, né con un processo virtuoso di realizzazione, capace di ottimizzare tempi e costi e abbattere gli sprechi. Questi ultimi sono solo mezzi utili al fine di costruire uno scenario di vita nuovo, desiderabile e possibile per l’essere umano. Il punto focale di ogni azione di sostenibilità non è, quindi, la sola salvaguardia del pianeta ma la tutela della persona perché cambiamento climatico da un lato e squilibri sociali dall’altro hanno la medesima fonte: le scelte umane. Per questo è necessario seguire la strada tracciata dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 per LE INTERVISTE 95 evitare il rischio che le persone, nel corso dei prossimi anni, diventino solo costi e, se insostenibili, inutili, con un ritorno ai soli fatti e alle statistiche del mondo dickensiano di Tempi difficili. Per disegnare uno scenario alternativo occorre, tuttavia, uno sforzo di immaginazione atto a custodire un futuro abitabile. Partendo da tre presupposti fondamentali. Il primo: la sostenibilità è un bene complesso, non complicato. Secondo, è un tema universale e, quindi, ognuno è chiamato a dare il proprio contributo. Infine, per centrare il traguardo, l’unica strada è ragionare in termini sistemici.

GIORGIO MEDDA

co-CEO, Global Head of Asset Management e membro del Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding

Chiave di lettura dell'intervista: Le imprese, oggi, devono dimostrare di essere coscienti del proprio ruolo sociale e della ricaduta che le proprie strategie possono avere sull’ambiente che le circonda. Da tempo, gli investitori internazionali hanno deciso di non scommettere più su realtà che operano in un business che non è ritenuto sostenibile. Il passo successivo sarà misurare l’impatto che anche queste nostre scelte di investimento hanno sull’ambiente. Solo così potrà crearsi un vero sistema virtuoso, che ci permetta anche di governare al meglio la direzione verso cui stiamo andando.

ROBERTO MAGNAGHI

amministratore delegato di Interseroh Service Italia

Chiave di lettura dell'intervista: I consulenti devono essere preparati ad affiancare le aziende in nuove sfide, con un approccio olistico, che tenga conto di tutto il processo di vita di un bene o un servizio dalla progettazione al suo recupero. Adeguarsi allo standard minimo non è sufficiente per chi davvero vuole innovare e competere in tutti i campi e, a maggior ragione, in quello della responsabilità ambientale. Prendiamo ad esempio il comparto degli imballaggi: nella filiera del nostro Paese il riciclo è già vicino a valori di eccellenza ed è una concreta possibilità per tutti. Ma chi punta più in alto, oggi, non si accontenta e guarda alla circolarità in Closed Loop Recycling. Cosa significa? Che non è sufficiente che una bottiglia si possa riciclare, trasformandola in prodotti diversi da quelli originariamente immessi al consumo. Questa bottiglia può tornare a essere una nuova bottiglia. Spetterà, inoltre, alle imprese l’opportunità di sviluppare progetti in una logica di LE INTERVISTE 111 responsabilità estesa del produttore (EPR). L’iniziativa individuale sarà più efficace e si diffonderà in modo più rapido, inoltre, se sarà sostenuta e troverà supporto nelle associazioni di categoria, nella condivisione di filiera e in meccanismi di sostegno economico ben tesi all’obiettivo.

ANDREAS KIPAR

architetto, paesaggista e pianificatore. È fondatore e Direttore Creativo di LAND

Chiave di lettura dell'intervista: Non agire è un’azione. Quindi, non governare un territorio, significa di fatto governarlo male. Il pianeta ci sta, tuttavia, chiedendo conto delle nostre azioni. L’opinione pubblica è alla guida di un movimento culturale che influenza le scelte di mercato e troverà il suo apice nell’azione di banche e assicurazioni, che non finanzieranno più progetti, edifici o territori non sostenibili LE INTERVISTE 117 e quindi troppo fragili da proteggere. Compito degli architetti e degli urbanisti è disegnare un nuovo abito per la realtà del nostro paesaggio. Ma attenzione, perché non tutti i modelli vanno bene. Ogni contesto ha il suo vestito su misura.

DANIELE ECCHER

Corporate Sustainability Senior Manager in FATER

Chiave di lettura dell'intervista: Sostenibilità significa investire sul consumatore perché possa comprendere il valore di un prodotto o di un servizio davvero rispettoso della società e dell’ambiente e sostenere la comunità e il territorio con azioni utili alla riduzione dell’impronta ecologica. L’innovazione va condivisa in nome di un bene superiore LE INTERVISTE 127 al solo profitto fine a se stesso. L’informazione deve essere trasparente perché l’acquirente va tenuto in considerazione, non sottovalutato. Giocare sulla non conoscenza o sul greenwashing è un rischio che sul lungo periodo può rivelarsi un boomerang.

DANIELE DENEGRI

​​​​​​fondatore e ceo di Green Media Lab

Chiave di lettura dell'intervista: La comunicazione nell’ambito della sostenibilità assolve a funzioni ampie ed elevate. Molto spesso è uno strumento non solo di informazione, ma anche di formazione sia per il pubblico che per le imprese. Aiuta le società a interrogarsi sui reali obiettivi raggiunti e a fare mente locale su debolezze e opportunità. Infine, diventa un elemento di controllo nelle mani dei consumatori che puniscono chi dichiara obiettivi che non mantiene. Per questo, è importante lavorare a fondo sulla definizione della propria identità e sui messaggi che si è in grado di condividere.

STEFANO CAVALIERE

partner di Page Executive, è responsabile della Practice Technology & Digital a livello europeo

Chiave di lettura dell'intervista: I profili di imprese che seguono i fattori ESG si moltiplicano e diventano un fattore di attrazione per capitali e talenti. Tuttavia ci sono ancora diverse sfide da vincere. La sostenibilità non è un progetto, ma una regia a 360 gradi. Per avere successo, deve diventare un fattore pervasivo per un’impresa e arrivare a coinvolgerne tutti i comparti oltre che l’intera forza lavoro. Un traguardo che richiede formazione e grande capacità da parte del management che deve esercitare la leadership per conquistare consenso e ottenere un engagement, anche graduale, ma che punta all’insieme.

GREGOR BUCHWALD

Managing partner della Prof. Roll & Pastuch - Management Consultants

Chiave di lettura dell'intervista: Oggi i consumatori sono disposti a spendere di più per un prodotto sostenibile, ma non a qualsiasi condizione. Devono, infatti, percepirne chiaramente il valore aggiunto. L’aumento è ragionevole se compreso in una forbice fra il 10 e il 30%: oltre non è credibile che il mercato possa sostenerlo. Le aziende devono lavorare per trovare nell’innovazione di prodotto e di processo, nelle economie di scala e nel risparmio di risorse il delta necessario a rispondere a un pubblico di consumatori sempre più consapevole.

PAOLO BIANCONE

professore ordinario di Economia Aziendale, DOTTORE COMMERCIALISTA E REVISORE LEGALE DEI CONTI

Chiave di lettura dell'intervista: L’integrazione dei fattori ESG nell’organizzazione di un’azienda implica l’introduzione di nuovi strumenti di gestione utili a valutare gli impatti su società e ambiente di ogni attività o prodotto. Non basta un semplice bilancio sociale o un report di sostenibilità. Ci vuole una vera e propria rendicontazione non finanziaria, accompagnata da certificazioni adeguate a consentire un confronto effettivo. Si tratta di una necessità concreta, urgente e non dilazionabile. Il sistema bancario e dei fondi internazionali sta modificando il modo in cui valuta le performance di una società: si ragiona non più in termini di puro profitto, ma di impatto sociale e ambientale dei processi e dei prodotti.

ALICE BANCALE

giovane studentessa, laureata in Urbanistica e pianificazione territoriale al Politecnico di Milano

Chiave di lettura dell'intervista: Le nuove generazioni credono nella sostenibilità. Meno fedeli alle mode e alle marche, dimostrano grande attenzione nell’acquistare solo servizi e prodotti di cui conoscono l’origine o che vengono proposti da aziende che reputano in linea con l’ambiente: dalla moda al cibo, fino alla mobilità. Sostenibilità e responsabilità ambientale sono due fattori identitari per un marchio, della cultura in cui è immerso ogni giorno. La possibilità di scegliere sempre in modo etico si scontra, tuttavia e ancora, con la realtà dei fatti. Il consumo locale e solidale, la riduzione degli sprechi o 162 SOSTENIBILITÀ E PROFITTO LE INTERVISTE 163 l’attenzione all’impatto delle proprie attività sul pianeta non sono decisioni attuabili per tutti o non lo sono in ogni situazione. Formazione e classe sociale di appartenenza fanno la differenza nel profilo individuale. Disponibilità di tempo o limitato potere di spesa sono spesso limiti insormontabili verso azioni o acquisiti green. Il tempo libero, infine, è ancora un ambito in cui prevale la voglia di fare esperienza alla coerenza totale verso uno stile di vita a basso impatto ambientale.

DANIEL GASSER

Ingegnere e responsabile ricerca e sviluppo di Rubner Haus e del servizio di prevenzione protezione

Chiave di lettura dell'intervista: La stesura di questo volume è stata per Rubner Haus un momento di formazione importante. Abbiamo compreso che per vendere un prodotto sostenibile, salubre e completamente circolare ciò che ci serve è investire su una nuova visione strategica e organizzativa dell’azienda. Solo cambiando il cuore e la mente della nostra società potremo essere certi di proporre ben di più di una casa ecocompatibile ai nostri clienti. Vogliamo trasmettere loro la consapevolezza che l’azienda agisce in maniera sostenibile a 360 gradi.