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Rubner costruisce Metropolitana di Napoli

Rubner costruisce Metropolitana di Napoli
 
 
Nuova Stazione Metropolitana di Napoli
5825 mq di superficie coperta, 800 mq di superficie vetrata per un’altezza di 30 metri: la nuova Stazione Metropolitana di Napoli presso il Centro Direzionale, è una delle più grandi e complicate scommesse acquisite da Rubner. Il grande progetto architettonico è opera dello studio EMBT di Barcellona, dell’architetto Benedetta Tagliabue.

Il principale scopo di questo progetto è infatti rompere le barriere fisiche e mentali tra il Centro Direzionale, sviluppato negli anni ‘70 da Kenzo Tange, e il centro storico della città di Napoli, ritenuto il pezzo più autentico. I materiali utilizzati per la creazione della stazione metropolitana saranno soprattutto il legno e la ceramica, e la copertura della stazione sarà probabilmente affidata a ceramisti locali. Il grande tetto creerà zone di ombra in cui sarà possibile sostare, cosa fino ad oggi infattibile soprattutto in primavera e in estate, in quanto il caldo e il sole rendevano impossibile il passaggio. Inoltre, le zone verdi attorno alla stazione permetteranno un maggior controllo della temperatura.

Il progetto e la compatibilità con il materiale legno - Il complesso sistema strutturale alla base del progetto architettonico ha trovato nell'impiego del materiale legno la perfetta combinazione vincente. Infatti la grande resistenza meccanica, rapportata all’estrema leggerezza, unita con la versatilità costruttiva di forma e dimensione degli elementi strutturali, hanno permesso un’agevole progettazione della struttura nel rispetto praticamente totale dell’idea architettonica che vi era alla base. Sicuramente sono state fondamentali le molteplici possibilità di connessione, con l’opportunità di realizzare elementi lunghi, curvi composti ecc.

La struttura lignea è composta da:
• orditura principale a graticcio costituita in direzione trasversale da travi curve, archi e travi dritte ed in direzione longitudinale da doppie travi di banchina rettilinee con calastrelli. Perimetralmente chiudono la copertura le travi di mantovana;
• pilastri con saette in L.L. secondo diverse tipologie. Generalmente questi pilastri sono composti da 2 saette singole a supporto delle travi di banchina e da 2 coppie di saette distanziate da calastrelli a supporto delle travi curve. Tutte le saette sono collegate al basamento del pilastro in acciaio incastrato al c.a;
• orditura secondaria costituita da arcarecci sovrapposti alle travi curve ed uscenti a sbalzo oltre le travi perimetrali;
• n° 4 strutture denominate “Lucernari” contenenti gli infissi vetrati interposte tra le orditure principali. Due lucernari sono a raso e proseguono seguendo il profilo della copertura, gli altri due lucernari sono emergenti e fanno raggiungere l’altezza massima alla struttura di circa 22 metri;
• pacchetto di copertura strutturale e controventante costituito da pannelli X-Lam a sviluppo rettilineo e curvo.

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